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Corsi di Cucina golosa ma preventiva!

7a Edizione

8, 15, 22, 29 Novembre 2016, ore 18.30

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I corsi, condotti dal dr. Paolo Bellingeri, trattano i principali concetti della nutrizione e le possibilità di prevenzione del cibo nei confronti delle malattie. Sono rivolti a pazienti affetti da patologie oncologiche ed ai loro familiari, ma anche a tutti coloro che desiderino apprendere le basi di una corretta alimentazione.
Inoltre, dopo una prima parte teorica, si cucinano le ricette insieme ai partecipanti e infine si mangia insieme!

Dall’Introduzione al Libro: La nutrizione come partecipazione al Ben Essere.

Ebbene si, si riparte con una nuova esperienza di cucina! Stimolo a nuove idee, scorribande in inattese ricette, ma soprattutto a nuove persone che nelle quattro serate si alterneranno in un’incessante susseguirsi di domande, esclamazioni e provocato stupore, per le idee ed i nuovi concetti, che saranno esposti nelle poche ore destinate alla teoria. Quella spensierata ma insistente presidente della Michela, con piccole mosse, noncuranti domande, scelte di date in un ... lontano futuro (si fa per dire), ha magicamente giostrato per attivare il corso dedicato a I.R.I.S. gruppo di simpaticissimi soci che con un sorriso si dedicano ai malati di tumore.

Parlare di cucina, illustrare ricette e porle come un'ovvia espressione dell’arte culinaria pare ovvio e scontato, molto meno se i piatti presentati vengono proposti come un'utile fonte di prevenzione in ambito oncologico. Ma come? Domandano tutti,  posso prevenire le malattie solo mangiando? Ma allora saranno piatti cattivi e sgradevoli, ovvio, ciò che fa bene non può essere buono, guardate le medicine!

Eppoi, devo rinunciare alle mie abitudini? Come faccio senza brioche per la colazione? No, no, il bicchierone di latte macchiato era un'abitudine della mia mamma e anche la nonna diceva che fa molto bene!

È vero, noi mangiamo ciò che ci piace, non ciò che ci può far bene, come ci ricorda Claud Lévi -Strauss alcuni cibi sono “buoni da pensare mentre altri sono cattivi da pensare” , o meglio tendiamo a scegliere quei cibi che le abitudini, la famiglia, il gruppo, ritengono corretti e che il nostro gusto ci spingere a reiterare nel tempo. Come ci ricorda l’antropologo Armesto “Anche con i prodotti del mondo intero a disposizione, la maggior parte della gente restringe il proprio menù quotidiano e richiede di continuo gli stessi piatti.”. Possiamo quindi affermare che è molto difficile cambiare il gusto personale, vedremo nel breve tempo di poche serate quale azione possono avere le parole e soprattutto i piatti nell’agire in questa direzione, se è impossibile pensare di trasformare abitudini e gusti, soprattutto in un gruppo di persone adulte ormai consolidate nelle scelte alimentari. Avremo però un piccolo vantaggio, tutti sono spinti dalla necessità di cambiare per l'incontro con la malattia e le sue conseguenze, personalmente o perché un familiare, un’amico, un collega ha conosciuto gli effetti della malattia, improvvisamente ha realizzato che la dotazione di un corpo incorruttibile ed eterno è una mera illusione. O meglio, improvvisamente la spinta al cambiamento si palesa come unica e sostanziale arma per sostenere la speranza e non l’illusione, di una guarigione tanto attesa quanto voluta.

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Allora partiamo! Si scelgono le ricette, si discute, si cambia, ci s'interroga sulla necessità di quale e soprattutto quanta teoria propinare ai poveri ignari (e dubbiosi) partecipanti. Menù completo per ogni puntata, oppure procedere per temi? Facciamo la spesa al risparmio oppure scegliamo la qualità ed i prodotti biologici per dimostrare che si può preparare ottimi piatti senza dilapidare le finanze famigliari? Insomma, grazie all’abilità gestionale di Elena siamo pronti. Splendida la collocazione, le cantine incantate del Castello di Pozzolo Formigaro, un’ambiente unico, dove è strano pensare di creare piatti e discuterne la composizione, immaginando cosa realmente contenessero in passato queste stanze, magistralmente ristrutturate. Allora iniziamo! si dia fiato alle trombe e si innalzino gli stendardi per la grande avventura alimentare nelle...cantine del Castello.

 

Progetto InsiemeRispondiamoIoSì!

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I-II-III Edizione

Introduzione

In una società sempre più in difficoltà socio-economica e con un crescente aumento di situazioni di bisogno a più livelli a cui, a volte, le risorse pubbliche non riescono a dare ascolto e risposta, un valore come quello della solidarietà civile, a cui si ispira il volontariato, diventa un bene prezioso da condividere e da stimolare a tutti i livelli della comunità civile, coinvolgendo anche i bambini.

Per questo motivo, pur essendo la nostra una Associazione che si occupa di pazienti oncologici, IRIS ha pensato di proporre un percorso rivolto agli alunni delle scuole primarie che avesse come argomento specifico la solidarietà, il riconoscimento dei bisogni dell’altro e della voglia di sentirsi parte della soluzione, di provare a far la differenza.

Le situazioni di bisogno che verranno presentate ai bambini attraverso una lettura animata non riguarderanno tematiche sanitarie, ma spazieranno su situazioni comuni che i bambini possono vivere in prima persona e quindi avere la possibilità di sperimentare nella vita di tutti i giorni in modo da trarne uno spunto di riflessione in gruppo sul come sia possibile concretamente e quotidianamente essere di aiuto all’altro

A chi è rivolto

Alunni della scuola Primaria: Classi 1 e 2

Per un massimo di 10 classi (due per plesso scolastico)

Materiali e metodi

I incontro:

Introduzione dell'argomento della solidarietà, del vedere il bisogno nelle situazioni di difficoltà della vita quotidiana legate a situazione di bisogno dell’Altro e di stimolare in loro una ricerca di una soluzione in modo da poter pensare di fare la differenza.

La gestione in classe avverrà con due Volontari IRIS debitamente formati e coadiuvati dall’insegnante.

Il metodo proposto sarà quello della lettura animata utilizzando tecniche creative per costruire l'ambiente e gli oggetti delle storie legate alla relazione di aiuto, con attività di movimento e di modulazione del tono della voce, in modo che i Volontari diventeranno loro stessi personaggi stimolando l’ascolto, la comprensione, le capacità immaginative e di immedesimazione degli alunni.

In questo incontro di lettura animata verranno presentate delle trame che diventeranno storie insieme ai bambini cercando con loro di superare gli ostacoli e i problemi che la storia presenta.

Durata: 1 ora

II incontro:

Discussione collettiva sulle situazioni problematiche presentate durante il primo incontro e racconto di situazioni portate dagli alunni stessi.

La gestione in classe avverrà con due Volontari IRIS debitamente formati e coadiuvati dall’insegnante.

Ai bambini verrà chiesto di raccontare una situazione problematica che gli è capitata di vivere in prima persona oppure che ha visto succedere a qualcuno che conosce.

Rappresentazione grafica individuale delle situazioni raccontate.

Durata: 1 ora

III incontro: orario pomeridiano extrascolastico con bambini e familiari.

Mostra dei disegni e consegna del diploma di partecipazione da parte dell’Associazione IRIS.

Presentazione dell'attività dell’associazione

Durata: 1 ora

Periodo di svolgimento

Marzo Aprile Maggio 2017 per l'attività in classe con date da concordare successivamente.

Incontro di restituzione con le classi che hanno aderito al progetto a Maggio 2017 con presentazione dell'attività svolta dall'Associazione e dei lavori prodotti dai bambini e consegna dell'attestato di partecipazione.

Durata dell'attività:

Tre incontri di cui due svolti in classe e uno di restituzione in orario e locali extrascolastici con la presenza dei genitori

Referente per il Progetto

Anna Bortesi tel 340-5813477 email bortesianna61@gmail.com

Associazione IRIS ONLUS Tel 345-6307483 info@associazioneirisnovi.org

 

Premio “Serena Tiseo”

I-II-III Edizione

«La nostra speranza, il nostro augurio, è che possiate partecipare numerosi a un concorso che non serve soltanto a valorizzare l’amore per la letteratura, ma per ricordare una ragazza davvero speciale, per la quale scrivere ha rappresentato una vera e propria scelta di vita». Così, sabato scorso, parlando aipropri coetanei nella giornata dedicata alle scuole, Corinna Cadirola e Francesca Merlo (nella foto) hanno voluto ricordare Serena Tiseo, come loro studentessa del liceo classico di Novi Ligure, portata via da un brutto male sia alla propria famiglia, sia ad una promettente carriera di scrittrice. Lo scenario quello di Solidale: la manifestazione organizzata dalla Provincia di Alessandria che, come ogni anno, ha  messo in mostra il meglio del volontariato locale. Francesca e Corinna, le vincitrici del premio di quest’anno, hanno promosso in questo modo la seconda edizione del concorso letterario dedicato alle ultime classi delle scuole superiori della nostra provincia, che per il corrente anno scolastico 2011-12 mette in palio tre borse di studio offerte dai familiari di Serena e dalle associazioni Auser insieme per Serravallee I.r.i.s. Volontari in Oncologia di Novi Ligure, ai migliori tre lavori di critica sull’opera prima di un’autrice del ‘900.

 

La tutela dei minori in oncologia - Progetto realizzato con il contributo della Provincia di Alessandria - Assessorato alle Politiche Sociali

In questi ultimi dieci anni, si è registrato una considerevole diminuzione dell’età media dei pazienti che accedono ai servizi di oncologia del territorio dell’ASLAL. Questo è da ricondurre, non tanto ad un aumento dell’incidenza delle diagnosi di tumore nella zona, quanto ad una offerta sempre più ampia dei servizi di oncologia nei diversi presidi ospedalieri accanto ad una qualità operativa pari a quella dei centri di riferimento oncologici di fama nazionale.

Questo ha determinato una rilevazione di un bisogno specifico rispetto la presa in carico dei minori con almeno un genitore che ha ricevuto una diagnosi oncologica.

Questo ovviamente genera dei problemi professionali ed etici rispetto ad una problematica così importante. Per questo motivo si è deciso di presentare un progetto del tutto differente, sulla base anche
dell’esperienza maturata in un altro contesto di lavoro, ovvero quella della Fondazione FARO che opera nell’area di Torino.

Il costrutto sottostante al Progetto Protezione Famiglia della FARO è quello di identificare le famiglie fragili, ovvero quelle famiglie che oltre alla diagnosi di patologia oncologica in uno dei suoi membri presentano altre aree di fragilità quali:

  1. presenza di bambini e/o di adolescenti e/o giovani adulti

  2. nuclei ristretti ed isolati (ad esempio le coppie di anziani soli frequenti nelle città, o malati single)

  3. elementi di marginalità sociale (indigenza, devianza, clandestinità, ecc.)

  4. disabilità (un familiare colpito da disabilità)

  5. patologia psichiatrica di un familiare o abuso e dipendenza da alcool, droghe o altre sostanze

  6. famiglie con esperienze traumatiche (famiglie che si trovano ad affrontare la malattia di un congiunto in rapida successione temporale ad altri gravi traumi, in genere si tratta di altri lutti recenti)

Queste tipologie di famiglie, attraverso le segnalazioni effettuate dai servizi di oncologia, vengono segnalate al gruppo di lavoro della FARO che ha la possibilità di programmare interventi mirati in base ai bisogni specifici che emergono.

L’Associazione IRIS ha pensato di riprodurre parte del progetto torinese all’interno della realtà territoriale del distretto di Novi Ligure, in particolare cercando di individuare i bisogni delle famiglie in cui c’è la presenza di bambini e/o adolescenti e/o giovani adulti.

Obiettivo principale è la formazioni di volontari denominati volontari tutelari materne. Così come programmato nei progetti del Fondo Edo Tempia di Biella, (sic) l'intervento può prevedere, quindi, l’inserimento di una figura in affiancamento al bambino con l’obiettivo di fornire:

  • un sostegno a livello dell’accudimento e dei bisogni del bambino (ad esempio andare a prenderlo a scuola, accompagnarlo ad attività sportive o ludiche);

  • un affiancamento nello svolgimento dei compiti scolastici;

  • un sostegno affettivo attraverso momenti di gioco ed educativi.

Una volta formato il gruppo di volontari, si provvederà ad instaurare una collaborazione con  l’Oncologia del Presidio Ospedaliero di Novi Ligure e le Cure Domiciliari del Distretto di Novi. Il coordinatore del gruppo di volontari si terrà in contatto con lo psicologo che lavora presso i due servizi per accogliere le segnalazioni da parte di famiglie che hanno bisogno di inserire del percorso di cura e di assistenza un volontario che possa garantire al minore di mantenere il più possibile una quotidianità consona alla sua età, non facendolo quindi rinunciare ad impegni extrascolastici e/o seguendolo nei compiti.

L’attività dei volontari sarà monitorata e supportata da incontri di supervisione mensili condotti da uno psicologo e da un neuropsichiatria infantile


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